Per la Scuola Pubblica

partiamo da Alghero

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Seminario sulla valutazione formativa

Venerdì 27 Marzo
Alghero, Asilo Sella

Venerdì 27 marzo si è tenuto l’annunciato seminario con Cinzia Mion sul tema della valutazione formativa nella scuola.
Alcune decine di colleghi, provenienti non solo dai tre Circoli cittadini ma anche da Sassari e Porto Torres, hanno partecipato a questa interessante iniziativa che ci ha aiutato a fare il punto sulla situazione della scuola pubblica in questo momento non facile anche per la società nel suo complesso.
 


Ha introdotto i lavori il professor Arnaldo Cecchini, ricordando che all’interno del sistema educativo non può essere messo in crisi un segmento senza che le conseguenze si ripercuotano su tutti gli altri; ecco perché il Comitato Unitario si è costituito e continua caparbiamente la sua azione di riflessione ed elaborazione di iniziative in favore di una scuola pubblica che sia espressione di una società democratica, nonostante tutto…

La dottoressa Cinzia Mion ha quindi chiesto ai partecipanti di rivisitare insieme a lei le tappe dello sviluppo della Scuola Pubblica in Italia dal ’48 in poi, soffermandosi di volta in volta su quanto è stato assunto nel tempo come valore fondante della scuola e dell’educazione dei cittadini, a partire dall’articolo 3 della Costituzione fino ai giorni nostri, includendo apporti fondamentali come quello di Don Milani.

Il progressivo sviluppo della Scuola Pubblica è stato codificato e sostenuto nelle diverse epoche mediante provvedimenti legislativi fondamentali, quali la legge 517 del 1977, che sostituiva la valutazione sommativa (intesa come controllo dell’apprendimento individuale dell’allievo all’interno di un sistema scolastico di tipo trasmissivo) con la valutazione formativa, che ben conosciamo perché con alti e bassi abbiamo cercato di attuare fino a ieri, cioè la valutazione ed autovalutazione continua dei processi di insegnamento/apprendimento, con aggiustamenti in itinere degli obiettivi e delle strategie didattiche. 

I decreti gelminiani si sono abbattuti come un colpo di scure su 60 anni di riflessione pedagogica e costruzione della scuola democratica - il dibattito si è quindi focalizzato su diversi aspetti della situazione odierna, quali l’accettazione passiva da parte di troppi colleghi e troppe scuole di una riforma tanto sostanziale quanto poco fondata su una seria riflessione condivisa.

Se è vero, come ha sottolineato la dottoressa Marruncheddu, dirigente del 1° Circolo, che in molte realtà i giudizi ridotti a sigle O - D - B - S - I sono stati usati esattamente “come se fossero numeri”, in altre la scheda di valutazione ha sempre riportato e continua a riportare gli indicatori della programmazione elaborati dai Collegi dei Docenti, rispetto ai quali il voto in decimi è un controsenso storico e culturale. 

Il voto numerico rappresenta di per sé il ritorno ad una scuola selettiva, dove il bambino e poi il ragazzo viene valutato in base al suo rendimento e non come persona attrice di un processo; questa reintroduzione della scuola competitiva e di classe si propone di essere funzionale alla formazione di futuri sudditi, non di futuri cittadini come pomposamente afferma l’articolo gelminiano “Cittadinanza e Costituzione”. 

Ci dispiace di non poter approfondire in questa sede le diverse tematiche affrontate in modo tanto vivace e competente da Cinzia Mion e Arnaldo Cecchini - certamente tutti coloro che sono interessati avranno modo di riprendere con i colleghi presenti all’incontro le problematiche emerse, e soprattutto di esaminare come organizzarsi all’interno delle proprie scuole e tutti insieme perché l’azione didattica non perda di qualità e di serietà, come è invece auspicato dalle politiche governative. I buoni esempi non mancano: abbiamo pubblicato in proposito la segnalazione dei colleghi del 3° Circolo.

Ringraziamo ancora Cinzia Mion che con grande carisma, profonda competenza e vivacità intellettuale ci ha aiutato in questa riflessione.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Aprile 2009 17:30  

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